ma questo mese di luglio finirà mai?
ma questo anno bisesto e funesto finirà prima o poi?
mancano 10 giorni lavorativi alle mie ferie ma non so se ci arriverò con tutti i capelli…
..nel frattempo..
ho finito in un battibaleno “certe ragazze”.
carino… ho pianto sguaiatamente sul divano rosso con il t.m. un po’ preoccupato per la mia salute mentale.
in conseguenza alla storia che avevo appena letto, ho pericolosamente fatto dei pensieri sull’eventualità di dare in affitto l’utero, ma tutto questo svanirà tra qualche giorno. niente paura.
e chi lo sente bagnasco poi!!! si potrebbe considerare una forma di volontariato?
comunque, il pacco dei desideri è arrivato, non vedo l’ora di aprirlo questa sera e cominciare un’altra storia.
oggi mi sento veramente stanca.
ho provato a svegliarmi con la lauretana frizzante fresca, con il ghiacciolo indianino alla coca cola, un tazzone di caffè della macchinetta (per inciso il caffè non mi piace e pertanto vuol dire che sono proprio messa male).
black out.
intanto i ponteggiatori ponteggiano… siamo un po’ la barzelletta dell’isolato. qualche giorno fa il mio collega mi ha chiesto “a che punto è il duomo?”.
già… chissà se a natale quest’anno metterò la cascata luminosa appesa al ponteggio…
e pensare che a preventivo era lavoro di un mese.
e le mie vicine ottuagenarie se ne sono andate in vacanza e mi hanno mollata qui con una marea di fiori da bagnare (IDEA GENIALE, giacchè è noto il mio pollice assassino) con la raccomandazione amorevole di “seguire i lavori” e “stare alle costole” di amministratore, ponteggiatori, muratori, pittori, antennisti e vari ed eventuali.
ieri sera si filosofeggiava sul solito divano rosso con il t.m.
siamo partiti da una storia, che riguarda una persona che conosco da tempo, che mi lascia un po’ perplessa.
si parlava del fatto che non è bene far dipendere la propria felicità da cose esterne a se’ stessi, legate a situazioni, beni o altre persone.
ho annuito, già, perchè non si può dire che non sia vero.
come anche quando mi ha detto che bisogna porsi degli obiettivi ma non crearsi delle aspettative, che poi finiscono per ritorcersi contro.
già. ma una cosa è pensare le cose giuste e comprendere che siano giuste, un’altra vivere o sopravvivere, con le proprie insicurezze e le proprie debolezze, e talvolta anche con gli scherzi neanche poi così divertenti che a volte la vita ti fa.
e io che mi considero un po’ la campionessa provinciale di castelli in aria/di sabbia/di carta, dote innata e incontrollabile contro la quale combatto sebbene vinca quasi sempre lei, in questo caso credo di essere stata scaraventata giù dal podio.
nonostante le perplessità, la neocampionessa umanamente la comprendo, perchè le cose quando sono al di fuori di te sono sempre più evidenti: la famosa “pagliuzza” e l’altrettanto famoso “travone”.
siccome però sono convinta che siamo quasi tutti esseri umani… e per non sentirci sole al mondo.. apro qui un televoto:
alzi la mano chi non si è mai creato un’aspettativa…
graditi aneddoti
nessun costo di partecipazione. aut. min. rich.