(scritto ieri)
tracce degli ultimi 15 giorni della mia vita un po’ ovunque: ancora qualche goccia di bianco sugli occhiali, una macchia di smalto all’interno del polso sinistro che non vuole andare via, le mani spelatissime, gonfie e tagliate, l’andatura un po’ rigida da dolori muscolari e tanta, tanta, immensa, infinita, stanchezza.
svuotare, smontare, carteggiare, verniciare, tinteggiare, pulire, rimontare un ufficio di - boh – almeno 150 mq in 15 giorni di calendario è tantaroba, soprattutto se i primi 5 li passi a letto con la febbre alta e gli ultimi a cercare di schivare le conseguenze della legge di murphy.
oggi sono un po’ disorientata.
le giornate “lavorative” lunghissime, mediamente di 12-14 ore, senza mai fermarsi, passando da levigatrice a rullo – a pennello – a cacciavite – a martello – a straccio.
disorientata anche perchè, svolgendo abitualmente un lavoro molto sedentario e “invisibile”, mi sono abituata di buon grado a vedere un risultato tangibile del mio impegno e adesso mi devo disabituare.
per questo mi piaceva tanto, ai tempi che furono, fare i carri di carnevale, ho usato lo stesso impegno e la stessa “tutona” da meccanico verde petrolio, macchiata di ogni colore della mia lunga carriera di carrista, e poi con un po’ di commozione ho ammirato le stanze illuminarsi dei raggi del tiepido sole di ieri.
quindici giorni in cui il tempo è sembrato tanto ma poi in realtà ci volevano ancora almeno un giorno o due. e non c’è stata vigilia di natale, nè santo stefano, nè sabati o domeniche, nè capodanno, nè befana…
e così siamo arrivati alla fine lavori, come è scritto sulla lavagnetta ikea sulla quale abbiamo spuntato i giorni, per avere coscienza del tempo residuo, tranne gli ultimi due giorni, che non abbiamo avuto il tempo di fare neanche quello…
ho pensato ad una lista, di “buoni” e di “cattivi”. per fortuna i buoni sono in superiorità numerica.
buoni, ma così buoni da essere candidati alla santità:
- marco s.s. (santo subito) per il contributo impiantistico elettrico senza il quale nulla sarebbe stato possibile;
- il mio papà per avermi “sostituita” durante la mia malattia e per il supporto tecnico;
- san filippo da istanbul, fratellino del t.m., che dolce, tenero e ingenuo si è spaturniato i lavori più schifosi, è stato mio uomo di fatica personale nei giorni in cui ero debole e mi ha fatto immergere, grazie ai suoi racconti, in una vita adolescenziale che forse non ho avuto, a suo tempo;
- san totanus, capo dello staff del t.m., si è reso conto della gravità della situazione durante un passaggio radente il giorno di capodanno e, mosso a compassione, forse spaventato di non trovare tutto a posto al rientro, ha dato una grande accelerazione ai lavori, soprattutto con rullo e pennello;
- santissima madre del t.m., in primis per averci sfamati per quindici giorni con ogni sorta di bendiddio (che non si può lavorare a stomaco vuoto) ed in “secondis” per il miracolo pulitorio suo e della sua mitica domestica;
- san pulce da v., che ha terminato i lavori “schifosi” iniziati dal suo cognatino, con un attrezzo che sarebbe degno di essere brevettato;
- mia sorella e mio cognato da a.c., che con santa pazienza si sono improvvisati un po’ elettricisti, un po’ imbianchini, un po’ tendaioli;
- le mie cognate gemelle, laureate in montaggio dei mobili ikea, che barcollano ma non mollano, soprattutto quando il tempo stringe e si fa notte fonda;
- la mia mamma, che mi ha fatto trovare a sorpresa, la mia casa pulita e la biancheria di dieci giorni lavata e stirata (ho pianto di gioia).
cattivi:
· l’ingegnere svedese che ha inventato i nuovi attacchi del parquet tundra, facendoci espiare tutte le nostre colpe con nove ore circa di tribolazioni e le ginocchia spelate;
· il sistema informatico ikea che ci dava disponibili le ante dei nuovi mobili per poi scoprire che in deposito non c’erano…
· i soffitti a 3,50 mt dell’ufficio del t.m., che sarà pure fantastico avere tanto spazio sopra la testa, ma cribbio se sono lontani!!!
· tutta la gente che ha preso proprio le sedie che volevamo noi, non lasciandocene neanche una.
e poi c’è la categoria “eroi” dove c’è lui, solo lui… il bricoler del mio cuore…
2 Commenti
Martedì, 8 Gennaio 2008 alle 4:28 pm
Ma Eli, chi si fa il mazzo il primo dell’anno se lo fa tutto l’anno….. e te non ti sei riguardata eh! Però immagino la soddisfazione dopo. Un modo diverso per passare le feste, indubbiamente.
Martedì, 8 Gennaio 2008 alle 5:09 pm
giàggià, cara perla, forse mi sono condannata da sola ad un 2008 di sudore… uffiuffi…
però così ho smaltito i bagordi mangerecci!!!